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Ripristino dell'antico sedime di una pozza bevaia in Corna Piana

Misura 4 – Operazione 4.4.1, 2017 – Recupero habitat in fase regressiva - Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020

Utilizzate dalle greggi al pascolo durante il periodo estivo, le pozze d'alpeggio, costruite artificialmente dall'uomo, hanno contorno circolare e una profondità di rado maggiore al metro. Si realizzavano per lo più sul fondo di piccole vallette, o meglio dov'era presente un sistema di raccolta delle acque superficiali o un piccolo bacino idrico. Tradizionalmente per impermeabilizzare il fondo veniva steso uno strato di argilla opportunamente pressato e compattato per uno strato non inferiore ai 20 - 30 centimetri.

Nella catena del Monte Baldo, area caratterizzata da fenomeni di carsismo, esse rappresentano luoghi acquatici unici e rivestono un ruolo fondamentale per la sopravvivenza di molte specie animali e vegetali. Con l'abbandono delle pratiche di alpeggio tradizionale molte pozze sono "scomparse" o inutilizzate, anche per l'avvento di più moderni sistemi come gli abbeveratoi e i bacini artificiali a cielo aperto con conseguente banalizzazione paesaggistica e perdita di diversità eco – sistemica.

In quest'ottica il Parco ha programmato una serie di inteventi volti alla riqualificazione e al riuso di tali archetipi, consolidando la coltura e le tradizioni rurali del territorio e salvaguardando la moltitudine di specie che spesso abitano questi spazi: l'ululone dal ventre giallo, ad esempio, è un animale rigorosamente protetto dall'Unione Europea in quanto raro in tutto il suo areale di presenza; il Parco ha quindi la responsabilità di conservare e tutelare questo anfibio.

L'intervento è stato programamto per rendere autonomo il pascolo di Corna Piana (piano di pascolamento), programmato per mantenere gli interventi di recupero effettuati nell'anno 2013
Sarà inoltre realizzata un apozza bevaia in località Tolghe.

L'intervento è stato realizzato dal Parco grazio al contributo economico del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, Operazione 4.4.1 "Recupero habitat in fase regressiva".

Descrizione dell'operazione:
L'azione consiste nell'effettuare la manutenzione delle pozze d'alpeggio che si stanno prosciugando e, allo stesso tempo, ripristinare quelle scomparse in tempi recenti.

Finalità dell'operazione:
Questa misura ha lo scopo di favorire l'utilizzo di pascoli recentemente abbandonati a causa dell'indisponibilità di risorse idriche per il bestiame. Così agendo sarà possibile, in maniera indiretta, tutelare queste aree mantenendole "aperte" grazie al pascolo.

Risultati dell'operazione:
Il ripristino della pozza d'alpeggio consiste nell'effettuare piccoli movimenti di terra tramite un escavatore (o pala gommata) in modo tale da creare un piccolo bacino opportunamente e naturalmente impermeabilizzato.

Le pozze d'alpeggio sono inoltre di particolare importanza per gli anfibi, tra i quali è presente anche una specie di interesse comunitario: l'ululone dal ventre giallo (Bombina variegata).

Allo stesso tempo, esistono altri animali che possono trarre giovamento dall'applicazione di questa misura come ad esempio gli uccelli migratori ed alcune specie di uccelli di interesse comunitario.

Sostegno finanziario
La spesa complessiva per il ripristino delle pozze bevaie in località Corna Piana e Tolghe è di euro 13.513,69, di cui 7.350,00 finanziati grazie all'operazione 4.4.1 del PSR.

Per maggiori informazioni sulle opportunità di finanziamento, visita il sito del PSR e della Commissione europea dedicato al FEASR

Fonte: Piano delle malghe del Parco, mod., a cura di dott. Federico Giuliani 

Per saperne di più: Ululone dal ventre gialloPiano delle Malghe del Parco

Situazione prima dell'intervento di recupero della pozza, loc. Corna Piana
(foto di Moreno Togni)
Situazione dopo l'intervento di recupero della pozza, loc. Corna Piana
(foto di Claudio Partel)
Greggi al pascolo in loc. Corna Piana, estate 2016
(foto di Claudio Partel)
Ululone dal ventre giallo in acqua
(foto di S. Zanghellini)
 
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