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Flora e fauna

In virtù della straordinaria biodiversità che lo caratterizza, il Parco Naturale Locale del Monte Baldo è meta ambita di studiosi naturalisti, di speziali e farmacisti, fin dal 1400. Il Baldo infatti è da secoli luogo ideale di raccolta di specie officinali, di studio delle loro possibili applicazioni nella farmacopea moderna, di ricerche nel campo della botanica, della geologia e di altre scienze naturali. Nella seconda metà del 1500, Francesco Calzolari celebra la presenza sul Baldo di "…tanta varietà di pianta quanta in nessuna altra parte d'Italia". Lo studioso allestisce altresì un museo naturalistico, esponendo campioni di animali, fiori, fossili e rocce raccolti sul Monte Baldo. Gian Battista Olivi, nello stesso periodo, definisce il Monte Baldo come "Hortus Italiae", Giardino d'Italia. Nella prima metà del 1700, la fama del Parco varca le Alpi, tanto da indurre Jean-François Seguir a definirlo "rarorum plantarum hortus" (giardino di piante rare). Gli studi botanici sono proseguiti lungo i secoli, fino ai giorni nostri. Si pensi, ad esempio, al recente rinvenimento, ad opera di Alessio Bertolli e Filippo Prosser del Museo Civico di Rovereto, di una nuova entità floristica: la Brassica baldensis. Non stupisce che molte specie botaniche vengano accompagnate dall'aggettivo baldensis, a sancirne la specificità e la tipicità.

Oltre alla rilevanza floristica del Baldo, va menzionata la notevole varietà di habitat, piante, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. Il Parco infatti ospita:

  • Il 60% dei 57 habitat di interesse comunitario del Trentino
  • il 70% delle specie di piante vascolari del Trentino
  • il 69% delle specie di anfibi del Trentino
  • il 73% delle specie di rettili del Trentino
  • il 75% delle specie di uccelli presenti durante il periodo riproduttivo in Trentino
  • il 55% delle specie di mammiferi del Trentino.
I Fiori del Parco
Campanula selvatica
(foto di Sandro Zanghellini)
Averla Piccola
(foto di Francesco Vaona)
Camoscio
(foto di N. Campostrini)
Astore (Accipiter gentilis)
(foto di N. Campostrini)
Dattiloriza sambucina
(foto di Claudio Torboli)
 
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