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Habitat e specie floristiche

Ricerca e testo di Alessio Bertolli

Nel corso del 2014 è stato effettuato un monitoraggio puntuale degli habitat e delle specie floristiche di maggior interesse naturalistico presenti all'interno del Parco Naturale Locale del Monte Baldo.

Dal punto di vista operativo sono stati effettuati una serie di sopralluoghi mirati, al fine di evidenziare criticità e/o rilevare stati di partenza necessari per avviare un piano di monitoraggio che risulti congruo e realizzabile. Durante i sopralluoghi sono state eseguite le seguenti azioni:

  1. analisi degli interventi gestionali finora eseguiti da parte del Parco, in particolare nei pascoli, prati aridi e zone umide con suggerimento di eventuali correttivi per il loro mantenimento e individuazione di altri siti dove concentrare altri interventi di miglioramento ambientale

  2. esame di dettaglio sull'estensione, stato di conservazione e valutazione globale degli habitat e delle specie di prioritario interesse conservazionistico con selezione di alcune aree di saggio dove effettuare indagini mirate e ripetibili nel tempo e confronto con analisi effettuate in passato per valutare l'evoluzione degli habitat e la consistenza delle specie più minacciate

  3. fotointerpretazione per gli habitat meno delicati e più diffusi con sopralluoghi a spot.

I risultati ottenuti sono serviti a:

  1. fornire gli strumenti ecologici necessari alla valutazione sistematica dell'efficacia degli interventi gestionali messi in campo nel 2013;
  2. individuare le pratiche migliori che consentano da una parte la salvaguardia degli habitat e delle specie di pregio e dall'altra una gestione del territorio che mira alla valorizzazione in chiave educativa e ricreativa;
  3. monitorare nel tempo l'evoluzione degli habitat più delicati e la presenza delle specie di prioritario interesse conservazionistico;
  4. attraverso la cartografia degli habitat prodotta, fornire uno strumento utile per una corretta gestione del territorio del Parco Naturale Locale del Monte Baldo grazie alla georeferenziazione e alla quantificazione spaziale dei tipi vegetazionali di prioritaria importanza conservazionistica.
Cesimento Cladium mariscus al Lago di Loppio
(foto di A. Bertolli)
Operai durante lo sfalcio e recupero zona umida della Lovata
(foto di A. Bertolli)
quadrato permanente nella conca nivale alla testata della Val del Parol
(foto di A. Bertolli)
 
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